*Fase 2: Lega, governo dimentica settore termale, chiusura è dramma*

Roma, 19 mag. – “Ancora una volta il governo Conte si dimentica delle terme, di un comparto che occupa oltre centomila lavoratori e che rappresenta un’eccellenza indiscussa del nostro made in Italy. Come tante altre lacune e discordanze, nell’ultimo Dpcm firmato domenica scorsa, si prevede infatti la riapertura dei centri estetici – settore affetto da un crescente abusivismo – e delle piscine ma non quella dei centri benessere e delle piscine termali. Oltre a numerose incongruenze relative all’inopportuno paragone con i settori che hanno riaperto, l’inconsistenza di questa decisione appare in tutto il suo dilettantismo se si ricorda che, rispetto a centri estetici e piscine ordinarie, i centri termali sono gli unici a non dover assicurare, per legge, un costante presidio sanitario al servizio dell’intero complesso aziendale, quindi il rispetto delle indicazioni sanitarie è già una consolidata consuetudine per il settore termale. Non sapere ciò significa non avere ascoltato gli imprenditori, i professionisti del comparto; significa non avere recepito le indicazioni di chi ha investito risorse e accresciuto la ricchezza di intere comunità e che nulla mai ha chiesrto allo Stato. Il governo si renda conto dell’errore commesso e torni sui propri passi: ne va del futuro di tante realtà produttive che rischiano, se abbandonate, di non rialzarsi mai più”.

Così i senatori della Lega Umberto Fusco e Gian Marco Centinaio.

*Dl Rilancio: ennesimo errore Bellanova, tradita l’agricoltura italiana. Fondo di emergenza vincolato ad Europa*

Roma, 20 mag. – “Le brutte sorprese con il ministro Bellanova non finiscono mai: non bastasse la sciagurata sanatoria di clandestini chiamati a lavorare nei campi al posto dei tanti italiani resisi disponibili, ora nel Dl Rilancio appena pubblicato in Gazzetta, arriva l’ennesimo tradimento per i produttori italiani. Il ministro, infatti, resta a guardare e nulla obietta allo scippo che il ministero del Lavoro perpetra ai danni del Fondo di emergenza alimentare e sul suo profondo snaturamento. Il Fondo, infatti, viene modificato all’articolo 226 del decreto, e da ora farà capo al Fondo europeo di aiuto agli indigenti che ne assorbe le risorse stanziate e che obbliga i produttori italiani a dover comperare anche prodotti europei, il tutto supervisionato dal dicastero del ministro Catalfo. Questo ennesimo errore del ministro, che in Consiglio dei Ministri chissà da cosa era distratta, si ripercuoterà sul comparto agricolo che, invece, avrebbe necessità di finanziamenti agili, immediati e non di lotte intestine tra le compagini governative. Un errore in più, un motivo in più per dimettersi e lasciare lavorare chi ne ha le competenze”.

Così il senatore della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole.

BELLANOVA HA INIZIATO CAMPAGNA ELETTORALE SPECULANDO SU VINO E AGRICOLTURA

Prima la regolarizzazione dei migranti contro il parere di tutti i soggetti agricoli interessati, adesso l’Ocm vino promozione disattendendo le richieste della filiera inviate in una lettera alla ministra. Il titolare del dicastero delle Politiche agricole Teresa Bellanova sta facendo campagna elettorale in Puglia a spese del settore agricolo e di tutti quegli imprenditori che sudano sangue per portare alto il nome del Made in Italy nel mondo.

Se i migranti regolarizzati potranno un giorno avere diritto al voto – e la Puglia è una delle regioni più interessate – sicuramente è sempre la regione Puglia tra le più interessate alla distillazione del vino che toglierà risorse alla promozione del vino italiano nel mondo.

Solo sei giorni fa nella sua conferenza stampa di presentazione del “decreto rilancio” il premier Conte parlava di “… imprenditori in assoluta incertezza sul futuro: un grido d’allarme che non ci è mai sfuggito…” ed è proprio partendo da questo condivisibile assunto che non si comprende che partita stia giocando il Ministro Bellanova sul fronte del settore della vitivinicoltura italiana che da anni rappresenta uno dei fattori chiave del successo del made in Italy nel mondo. Un settore nel quale l’Italia vanta un grande patrimonio enologico di grande qualità e che negli ultimi anni, nonostante i momenti economicamente non facili attraversati, si è sempre dimostrato un comparto molto dinamico, consolidandosi come la prima voce dell’export agroalimentare e con un fatturato in costante crescita.

Per questo motivo non si comprendono le dinamiche con le quali si muove il Ministro che continua a frustrare le legittime aspettative di migliaia di produttori/esportatori del vino italiano di qualità che da mesi attendono semplici emendamenti di un decreto, peraltro recante una firma non sua, (la mia) volti a sbloccare investimenti promozionali del vino italiano nel mondo, al momento bloccati a causa del Coronavirus, per oltre 200 milioni di euro con il 50 % a carico degli stessi imprenditori, con un costo totalmente a carico della UE e a zero impatto per le finanze nazionali.

Appare , quindi, francamente incomprensibile la logica che guida l’operato del Ministro, con la compiacenza di alcune Regioni che nell’ottica probabilmente di salvaguardare i propri interessi elettorali si è prima battuta per la regolarizzazione dei migranti da impiegare in agricoltura e oggi si adopera, anima e corpo, per attivare la misura della distillazione, attivando una evidente “speculazione”, alimentata dalla situazione emergenziale venutasi a creare a seguito della pandemia da COVID-19, a danno degli esportatori ed utilizzando specularmente la stessa per operare una rimodulazione finanziaria del Piano nazionale di sostegno vino e per rastrellare i famosi 50 milioni di euro occorrenti per finanziare i costi della stessa.

Infatti, il problema è che la strategia del ministro mira a reperire le risorse per finanziare la distillazione, riducendo drasticamente il plafond destinato alla promozione del vino italiano nel mondo, sia per il 2020 (giocando sulle economie rinvenienti dal mancato utilizzo delle risorse già assegnate e di fatto, come detto, bloccate per l’inerzia dello stesso ministro) come anche per il 2021 con la conseguenza di rischiare una grave perdita di competitività del vino italiano nel mondo.

Sicuramente, sostenere le ragioni e gli interessi di centinaia di migliaia di produttori che hanno conferito le proprie produzioni alle cantine sociali che a loro volta, oggi, alla vigilia della prossima campagna vendemmiale, si trovano con i propri magazzini stracarichi di produzioni invendute e la necessità, quindi, di liberare spazio per le imminenti nuove produzioni, darà maggiore visibilità pre-elettorale al ministro, rispetto all’esigenza di tutelare gli interessi di migliaia di micro, piccole, medie e grandi imprese che da anni solcano oceani e territori per valorizzare le proprie produzioni e che grazie al loro operato, supportato dall’unione europea, sono riusciti dal 2011 ad oggi a fare crescere del + 45 il valore del nostro export.

Un risultato che ancora non ci avvicina ai nostri cugini d’oltralpe, ma sicuramente ci ha collocato nel gradino sottostante del podio che va assolutamente difeso e migliorato ma che certamente non si tutela con una politica miope volta a salvaguardare gli interessi personali e di partito, compromettendo e sacrificando l’immagine dei vini italiani di qualità a vantaggio delle produzioni qualitativamente più scarse. Un rischio che rischieremmo di pagare amaramente nell’imminente futuro.

Lo dichiara il già Ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio

*Agricoltura: Centinaio, ministro non conosce agricoltura, vuole nuovi schiavi*

Roma, 18 mag. – “Non passa giorno senza una dichiarazione strampalata del ministro Bellanova: oggi ci ha messo al corrente che se il prezzo delle fragole è aumentato lo si deve alla insufficienza di persone dedicate alla relativa raccolta, e che ciò potrebbe ripetersi con quella delle albicocche. Provare a gustificare la sanatoria di illegali con le preoccupazioni di una intera filiera che non ha mai ascoltato con reale spirito di collaborazione è profondamente inaccettabile. Anziché lavorare per salari equi, anziché ragionare in termini di una agricoltura etica capace di coniugare qualità e lavoro, ecco che il ministro, dimostrando poca conoscenza della materia, equipara il prezzo delle fragole alla carenza di manodopera a basso costo extracomunitaria, implicitamente dandoci ragione: pare infatti che, in agricoltura, le piaccia davvero creare schiavitù”.

Così il senatore della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole.

*Dl Rilancio: Lega, da governo numeri e misure, agenzie di viaggio chiedono proposte*

Roma, 18 mag. – “Questo governo che pensa alle sanatorie invece che agli italiani in difficoltà la smetta di accanirsi contro il settore del turismo, mortificato dalle cancellazioni e dalla loro incapacità. Stanziare solo venticinque milioni di euro per ridare slancio al comparto, quando una nostra ottimistica previsione ci ha portati a quantificare intorno ai settecentocinquanta milioni il fabbisogno di agenzie di viaggi, tour operator e meeting industries, significa non avere neanche lontanamente idea delle difficoltà dei tanti imprenditori tantomeno possedere adeguate soluzioni. E mentre Franceschini e soci lanciano numeri a caso, i paesi confinanti fanno a gara ad accaparrarsi i flussi turistici che, fino a un anno fa, facevano la fila per entrare in Italia. Ascolto, regole chiare, soluzioni che coniughino sicurezza e imprenditorialità: questo chiede il comparto, questo chiedono le agenzie di viaggio, a cui va il pieno sostegno della Lega; da Conte e i suoi ministri arrivano invece solo misurazioni, distanze ridicole e insopportabile burocrazia”.

Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio ed Emanuele Pellegrini.

Turismo: Lega, interi comparti abbandonati. Servono 750 milioni ma stanziati solo 25

Roma, 17 Maggio – “Abbiamo ascoltato tutte le associazioni e i gruppi che fanno riferimento al turismo organizzato: Agenzie di viaggi, Tour operator e meeting industry. Parliamo di 12 mila aziende per 80 miliardi di euro di fatturato e decine di migliaia di operatori. Hanno lamentato totale abbandono: il ministro non li ha mai tenuti in considerazione e anche adesso che potrebbe stanziare dei fondi non l’ha fatto”.

Lo dichiarano Matteo Salvini, segretario della Lega, e Gian Marco Centinaio già ministro del turismo: hanno ascoltato le richieste degli operatori.

“Hanno chiesto al governo 750 milioni ma ne sono stati stanziati solo 25 con interi settori completamente abbandonati. Il governo non ha nemmeno previsto alcuna tutela per la cassa integrazione dal mese di luglio e il buono vacanza penalizza il settore. Gli operatori voglio essere ascoltati e avere regole chiare: l’Italia vive di turismo eppure il codice ATECO di agenzie e tour operator non è mai stato considerato e addirittura non sanno nulla sulle riaperture. Da domani le agenzie protesteranno civilmente chiedendo ascolto e considerazione e la Lega – concludono – sarà al loro fianco”.

*Dl Rilancio: Centinaio, danni Franceschini a turismo, vuole chiusura?*

Roma, 14 mag. – “Altro che le lacrime del ministro Bellanova; a piangere di rabbia e disperazione sono i tanti imprenditori del nostro settore turistico. Anziché pensare a sanare l’insanabile, il governo di cui il ministro Franceschini fa parte si dimentica dell’agricoltura e al turismo in ginocchio risponde con una goccia nel mare. Per agenzie di viaggio e tour operator, infatti, il fondo perduto è di venticinque milioni quando, ad una prima stima, ne avevamo chiesti settecentocinquanta, basandoci sui venti miliardi di volume d’affari che il comparto normalmente produce e sulle perdite che quest’anno supereranno i quindici miliardi. Senza commento è anche la trovata della cassa integrazione per diciotto settimane, che non incide sulla criticità e rimane quello che è, un semplice pannicello caldo. Imbarazzante, poi, è la trovata del buono vacanza, che costringe le imprese ad anticipare l’80% dello sconto che verrà poi rimborsato come credito d’imposta: come si pensa potranno fare le aziende ad anticipare queste spese se al momento, non movimentato risorse e non hanno liquidità? Se non fosse incompetenza da brividi verrebbe da pensare che vogliono far morire un intero settore: altro che invisibili, i danni che producono sono sotto gli occhi di tutti”.

Così il senatore della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro del Turismo.

Fase 2, Bergesio – Centinaio (Lega): Bellanova come Fornero, agricoltori italiani con pugno di mosche in mano

“Le lacrime della ministra Bellanova durante la conferenza stampa di presentazione del dl Rilancio non promettono nulla di buono.

Purtroppo, gli italiani si ricordano ancora quelle della ministra del lavoro Fornero quando annunciò la vergognosa riforma sulla pensioni che penalizzò migliaia di lavoratori lasciandoli senza un’occupazione e senza pensione. A otto anni dalla sua introduzione, quella riforma si porta ancora dietro un difficile strascico sociale che ha costretto all’indigenza tantissime persone, beffate dalle promesse del governo. Speriamo che la storia non debba ripetersi altrimenti a rimetterci saranno gli agricoltori italiani che resteranno, dopo tutte queste promesse, proprio come allora, con un pugno di mosche in mano. Bellanova faccia il Ministro dell’agricoltura non la paladina dei clandestini”.

Lo scrivono in una nota i senatori della Lega Giorgio Maria Bergesio, capogruppo in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama e Gian Marco Centinaio, già ministro dell’Agricoltura.

Fase 2: Lega, ristoranti e balneari, con parametri governo è la loro fine*

Roma, 13 mag. – “*Il governo, quello stesso governo che a fatica ha trovato l’accordo politico sul prossimo decreto “Rilancio” – che già scontenta tutti – deve capire che la ripartenza dei settori trainanti della nostra economia non può passare per un bagno di sangue, perché il tracollo già c’è stato. Come si fa a pensare che un ristorante possa recuperare terreno se gli si impone di collocare un tavolino a ben quattro metri quadri dall’altro? È la stessa follia che vorrebbe distanziati di cinque metri gli ombrelloni sulle nostre spiagge. Questo cieco affidarsi a calcoli, a statistiche, a parametri illogici nasconde la loro consueta distanza dalle reali necessità di tantissimi esercenti e l’incapacità nell’individuare soluzioni politiche ai problemi. Ci hanno mai parlato con un imprenditore balneare, con un ristoratore che si vede recapitare il compitino dal governo? Ascoltino le associazioni di categoria, chi sta programmando la stagione perché se non riapre dichiara fallimento; sentano cosa hanno da dire e ne facciano tesoro: non si gioca col futuro dei lavoratori, la Lega non lo permetterà”.

Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, Paolo Ripamonti e Luca Briziarelli.

*Agricoltura: Lega, stop a disastri Emiliano, pugliesi meritano altro*

Roma, 13 mag. – “Dopo la sentenza del Tar di Bari che invalida ed annulla le graduatorie della Regione Puglia per la destinazione dei fondi all’agricoltura, il presidente Emiliano dovrebbe fare solo una cosa: chiedere scusa ai pugliesi e dimettersi. Ha, per caso, idea del danno che la sua malagestione sta procurando? Si rende minimamente conto che sono stati bloccati quasi 500 degli 1,6 miliardi di euro destinati al supporto dell’agricoltura rurale? Secondo il combinato del tribunale amministrativo, la Regione non ha effettuato correttamente il ricalcolo delle graduatorie della misura 4.1a – che finanzia gli investimenti destinati ad aumentare la redditività delle aziende agricole – misura obbligata dopo l’accoglimento dei ricorsi cautelari di quanti esclusi ingiustamente dallo stesso ricalcolo in prima battuta. I cittadini e gli agricoltori pugliesi, gli stessi che ancora aspettano tra l’altro lo sblocco dei 300 milioni per i reimpianti degli oliveti colpiti da Xylella, che avevamo reperito quando ero ministro, non meritano questo mix di incapacità e inadeguatezza. Nonostante il Presidente del Consiglio sia pugliese, così come il ministro delle Politiche Agricole, come il sottosegretario, il direttore generale di Agea, il capo della politica agricola in Europa, fino al presidente Emiliano, Pd e M5S tradiscono l’agricoltura pugliese dimostrandosi incapaci di gestire la loro Regione. Se non sanno servire i cittadini possono passare la mano; non si può rimanere in balia di tanta incompetenza”.

Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole e Giorgio Maria Bergesio, capogruppo in commissione Agricoltura a Palazzo Madama.