Firmato decreto Piano invasi, assegnati 260 milioni di euro

(ANSA) – ROMA, 18 APR – E’ stato firmato a Palazzo Chigi il decreto del Presidente del Consiglio (Dpcm) di adozione del primo stralcio del Piano nazionale del settore idrico: assegnati 260 milioni di euro. Lo rende noto il ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo: “Diamo risposte concrete – afferma il ministro Gian Marco Centinaio – alle richieste del settore agricolo”. Al termine della prima riunione della Cabina di regia ‘Strategia Italia’ sono stati assegnati 260 mln di euro complessivi. In tale contesto, hanno trovato ampio spazio le istanze presentate dai Consorzi di bonifica e dagli Enti irrigui, i cui progetti hanno assorbito circa il 50% delle disponibilità. Con questa ulteriore assegnazione, che fa seguito all’approvazione del primo Piano straordinario invasi, adottato a dicembre 2018 e che ha assegnato circa 150 milioni di euro ad interventi nel settore agricolo, ammontano a oltre 900 milioni di euro le risorse complessivamente destinate al settore delle infrastrutture irrigue nell’ultimo anno. “Diamo un’ulteriore risposta alle richieste del settore agricolo”, afferma in una nota il ministro delle Politiche agricole Alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. Si tratta, spiega, “di opere pubbliche di fondamentale importanza, nonché un significativo tassello a favore di un’agricoltura competitiva su tutti i mercati e di un territorio di qualità, che più di altri si deve attrezzare per fronteggiare i crescenti problemi di siccità e di carenza idrica causati dai cambiamenti climatici. La disponibilità di acqua è, inoltre, un elemento importante per la competitività del Made in Italy agroalimentare e per il sistema Paese”. Il Dpcm, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, riguarda l’adozione del primo stralcio del Piano nazionale del settore idrico – sezione invasi ed è condiviso dai ministri delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dell’Economia, dell’Ambiente, dei Beni e delle Attività culturali, dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente e dalla Conferenza Unificata.

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