*Coronavirus: Centinaio (Lega), parole ministro strampalate, no a sanatorie*

Roma, 27 mar. – “L’intervista odierna del ministro Bellanova a “Repubblica”, conferma che il vecchio vizio della sinistra, quello cioè di provare a legalizzare quello che legale non è, non passa mai di moda. Nessuna regolarizzazione può essere concepita, neanche in via temporanea; non è così che si aiuta il comparto agricolo; non è col consueto buonismo da terza pagina che si affrontano e si risolvono i dubbi, le incertezze, le poche speranze dei nostri produttori. Serve altro per reperire manodopera, soprattutto italiana, alla quale assicurare di poter lavorare e di farlo in sicurezza. Trovino, e alla svelta, strategie e fondi per il settore: idee strampalate e mancette se le possono anche tenere strette”.

Così il senatore della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole.

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CENTINAIO (LEGA) LA PROPOSTA DI RENZI DI RIAPRIRE FABBRICHE E SCUOLE UNA FOLLIA.

“ Ancora una volta dal leader di Italia Viva una proposta che fa capire quanta incapacità di ascolto ci sia nel Senatore Renzi. Mentre la comunità scientifica implora la politica di seguire il dogma del TUTTO CHIUSO; mentre tutti cercano di rispettare le regole, il buon Senatore, sentendo aria di primavera e di sole tiepido, forse temendo di non poter fare la gita di Pasqua, lancia l’ennesima provocazione della disperazione: apriamo tutto. Come ai grandi magazzini durante i saldi. Purtroppo, ancora una volta, assistiamo a una parte della politica che non capisce che bisogna ascoltare chi ha competenza e chi lavora nel campo delle malattie e della loro diffusione. Invito pertanto, per il bene del nostro Paese, il Senatore Renzi a rispettare quella promessa che aveva fatto dopo il referendum del 2016. L’abbandono della politica. Eviteremmo al Paese consigli che potrebbero provocare ulteriori danni alla salute dei nostri connazionali.” Cosi il Senatore Gian Marco Centinaio commentando le dichiarazioni del collega Matteo Renzi

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Coronavirus, Centinaio (Lega): “Zanda come Totò e Peppino, nessuno tocchi le nostre spiagge”

Roma, 28 marzo- “Nell’intervista di oggi del senatore Luigi Zanda si paventa l’idea di dare in garanzia porti e spiagge italiane come soluzione per scongiurare la Troika e sostenere la crisi economica. Ennesima buffonata alla Totò e Peppino di un governo incapace a trovare delle soluzioni, nonostante gli appelli alla collaborazione che restano solo parole sulla carta. Al Pd, che vuole far pagare le proprie colpe ai balneari italiani, come d’abitudine per la sinistra italiana, ricordiamo che le nostre spiagge sono un bene inestimabile”.

Così in una nota Gianmarco Centinaio, senatore della Lega.

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*Coronavirus: Lega, bene vendita prodotti florovivaistici, era nostra richiesta*

Roma, 27 mar. -“Il governo ha riconosciuto la libera vendita di prodotti florovivaistici, semi e fertilizzanti, raccogliendo così una proposta di buonsenso che la Lega aveva fortemente avanzato. Si fa così chiarezza, resasi necessaria a sostenere un settore attualmente in grande difficoltà e che, insieme a tutta la sua filiera, rischiava la paralisi completa. In una delicata fase come quella che stiamo vivendo, con la netta contrazione delle esportazioni, la possibilità di commercializzare i propri prodotti, consentirà ai tanti produttori italiani di resistere in attesa di un miglioramento della situazione. La Lega, con grande senso di responsabilità, non smetterà di proporre misure e interventi a favore dei settori più in difficoltà del nostro Paese”.

Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio Giorgio Maria Bergesio, Gianpaolo Vallardi, Rosellina Sbrana e Paolo Ripamonti.

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CENTINAIO: “CONTE VENGA IN AULA A SPIEGARE LO STATO DI EMERGENZA E PERCHÉ NON L’HA PORTATO AVANTI”

“La gente sta morendo proprio lì dove avevano invitato le persone a fare gli apericena. Non abbiamo mascherine nonostante sia

stato dichiarato stato emergenza nazionale da gennaio per sei mesi. E il governo si preoccupa di pensare già a come mazzolare le imprese quando sarà finita l’emergenza allungando di due anni il periodo dei controlli fiscali. A fronte di una proroga di tre mesi. Non permettendo certo il new DEAL di cui avrà bisogno l’Italia in uno scenario post bellico. E Conte è stato costretto a stringere le misure solo perché le regioni del Nord lo hanno sorpassato a destra appoggiate da Speranza (con il quale ha avuto uno scazzo).

Non credo servano altre parole“ lo dichiara il Senatore e già Ministro della Lega Centinaio

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CENTINAIO (LEGA) “NOI DALLA PARTE DI AGENZIE E TOUR

In questi giorni di emergenza coronavirus un settore sta pagando il conto più salato:il turismo. Tutto bloccato aziende sull’orlo del fallimento, poca chiarezza sul futuro del settore. Agenzie e Tour Operator si trovano in mezzo alla tempesta perfetta. Da un lato il Governo che ha dimostrato inadeguatezza a rispondere alle esigenze delle aziende con pochi interventi e poco strutturati. Dall’altro alcune associazioni di consumatori che, senza scrupoli, vogliono affossare i pochi interventi messo in campo attaccando le agenzie e i tour operator. La Lega si è schierata immediatamente al fianco degli imprenditori del turismo e lo fa anche adesso. Il turismo sta riportando indietro gli italiani in giro per il mondo, il turismo chiede solo di poter ripartire velocemente per poter valorizzare quanto di bello c’è nel nostro Paese. Il turismo rappresenta il 13% del PIL dell’Italia e il 14% dell’occupazione e non può essere ne abbandonato ne cannibalizzato. Ricordiamo che la maggior parte dei rientri in Italia immediati è stato fatto perché molti italiani scelgono ancora tour operator e agenzie di viaggi italiane per le proprie vacanze: competenza professionalità e assistenza immediata in caso di necessità. Cannibalizzarlo e massacrarlo non serve all’Italia.” Così il già Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio dopo aver appreso la notizia dell’esposto all’antitrust del Codacons contro agenzie di viaggio e tour operator italiani.

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CORONAVIRUS: LEGA “FLOROVIVAISMO IN CRISI, NO PANNICELLI CALDI”

CORONAVIRUS: LEGA “FLOROVIVAISMO IN CRISI, NO PANNICELLI CALDI” ROMA – “L’epidemia da Coronavirus sta affondando il settore florovivaistico con perdite stimate in oltre 1 mld di euro. Nonostante una nota firmata da Francesco Saverio Abate, Capo Dipartimento del Mipaaf, che mette nero su bianco la necessita’ di stanziare queste risorse come forma di indennizzo per le imprese del comparto, il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, in una lettera inviata al premier Conte, ai ministri Gualtieri e Speranza, avanza una richiesta di 250 mln di euro per i floricoltori italiani. Se il ministro, con una mancetta di Stato pensa di aver trovato le soluzioni ai problemi del comparto, che conta 24 mila imprese e vale oltre 2,5 mld di euro di fatturato, si sbaglia di grosso. La cifra di 250 mln di euro e’ solo un pannicello caldo, assolutamente inefficace, oltre a rappresentare uno schiaffo nei confronti di migliaia di aziende alle prese con questa drammatica emergenza. Il governo sta improvvisando e si sta dimostrando distante anni luce dal mondo produttivo e dalle reali necessita’ del Paese. Serve un ministro all’altezza del proprio compito, se non e’ in grado meglio che lasci la poltrona”. Cosi’ in una nota i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, gia’ ministro dell’Agricoltura, Giorgio Maria Bergesio, capogruppo della commissione Agricoltura, Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura, e Rosellina Sbrana.

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Coronavirus, Lega “Blocco export inammissibile, Ue e governo intervengano”

“Già la richiesta di un bollino virus-free per i nostri prodotti di eccellenza è inammissibile perché dannosa per i produttori italiani. Se a questa aggiungiamo anche il blocco delle esportazioni per i limiti imposti da alcuni Paesi Ue alle frontiere, l’impatto sulla nostra economia risulta ancora più devastante, oltre a rendere concreto il rischio di approvvigionamento di mercati, negozi e supermercati. Ci aspettiamo una risposta netta da governo ed Europa per la tutela di tutto il Made in Italy”. Così i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro dell’Agricoltura, Giorgio Maria Bergesio, capogruppo della commissione Agricoltura, Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura, e Rosellina Sbrana, che presenteranno un’interrogazione al governo per sollecitare un “intervento immediato in sede europea a tutela dei produttori e di tutto il Made in Italy al fine di garantire la libera circolazione delle merci e salvare 44,6 mld di export “. “Vorremmo un’Europa che, invece di parlare di vincoli e parametri, intervenisse prontamente anche per prevenire e risolvere situazioni come questa predisponendo corsie prioritarie per il transito delle merci. E’ inammissibile che i produttori, già provati dai dazi e dall’impatto del coronavirus, debbano pure fare i conti con inutili paletti e impedimenti che non hanno neppure una base scientifica”, concludono gli esponenti del carroccio.

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*Coronavirus: Lega, Bellanova non conosce dramma produttori latte, ascolti settore*

Roma, 19 mar. – “Per sostenere realmente i produttori di latte del nostro Paese occorre disdire o ridurre i contratti di importazione di latte dall’estero, soprattutto dalla Germania; convocare il “Tavolo del Latte” con tutti gli attori della filiera, come avevamo già suggerito pochi giorni fa; chiedere alla Commissione Ue l’attivazione di ammassi privati per garantire la stabilità del prezzo del prodotto; dare collocazione in deroga ai sottoprodotti della lavorazione del latte (siero) permettendo lo smaltimento su suolo o destinarlo agli impianti di biogas; infine, organizzare una campagna mediatica tesa a promuovere il consumo di latte crudo italiano e, in generale a sostenere tutto il Made in Italy. Se il ministro Bellanova, con gli spiccioli e i timidi provvedimenti inseriti del Cura Italia, pensa di aver trovato le soluzioni ai problemi dei produttori di latte, si sbaglia di grosso. Basterebbe ascoltare le industrie del settore, quegli imprenditori che combattono quotidianamente contro il virus e contro un governo distante anni luce dalle loro necessità e che ogni giorno chiedono il nostro aiuto. Lo sa, il ministro, che appaiono confermate le notizie che danno svenduto a 21 centesimi un litro di latte, quando in una stalla ben organizzata si coprono i costi di produzione solo a 35 centesimi? Lo sa il ministro che la cassa integrazione applicata agli addetti del settore è controproducente, perché in questa stagione si semina il foraggio e, se lo si impedisce, il prossimo anno le mandrie di vacche non avranno da mangiare? L’ora è drammatica: non possiamo aspettare di proporre i nostri emendamenti al Decreto perché la campagna lattiero-casearia termina il prossimo 31 marzo ed è impensabile condurre una trattativa sul prezzo del latte in questo particolare momento di emergenza; serve un ministro che protegga e ascolti le nostre proposte di buon senso: altrimenti molli la poltrona e lasci lavorare”

Così il senatore della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole con il deputato della Lega Flavio Gastaldi, membro della commissione Agricoltura alla Camera

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Coronavirus, Viviani e Centinaio (Lega), “nel decreto misure insufficienti per la pesca: necessario intervento Ue per sciogliere lacci normativi insostenibili”

Roma, 19 mar. “Purtroppo dobbiamo riscontrare che le misure contenute nel decreto Cura Italia destinate al settore della pesca sono insufficienti. Infatti, se la ripartizione dei 100 milioni di euro terrà conto dei criteri solitamente applicati dal Mipaaf, al settore pesca arriveranno briciole, per un ristoro davvero esiguo delle nostre imprese della pesca che stanno registrando drammatici cali di fatturato, con marinerie ferme per mancata richiesta di domanda sul mercato. Inutile dire che servirebbero maggiori risorse, visto che i danni al primario ammontano a cifre sull’ordine dei miliardi e il solo ristoro del fermo straordinario delle marinerie causa a causa del Covid 19 si aggira tra i 20 e 30 milioni. Da tempo chiediamo, inoltre, l’attuazione di misure anche ‘low cost’, a partire da interventi di deburocratizzazione negli adempimenti, il sostegno nella modifica dei regolamenti europei, la proroga delle scadenze e dei pagamenti, l’immediato pagamento degli arretrati del fermo biologico, e l’anticipazione dello stesso in questo periodo, in modo che, alla ripresa dei consumi, i pescatori possano essere in attività. L’obiettivo è dare un ristoro a tutte le imbarcazioni ferme per il Covid 19, ma i fondi non sono abbastanza. L’Europa si dimostri davvero vicina al nostro Paese e disponga la deroga di norme, già assurde di per sé, che oggi rischiano di uccidere i nostri pescatori.

Dall’Unione Europea ci aspettiamo che sciolga i lacci e lacciuoli che imbrigliano i nostri pescatori e che non possono essere più presi in giro”.

Lo dichiara il deputato e capogruppo della Lega in commissione Agricoltura e Pesca Lorenzo Viviani e il già Ministro Gian Marco Centinaio

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